Golf 2.0 difficile non lasciare che la mente associ queste parole alla “rivoluzione” del web denominata appunto nello stesso modo. Per quanto riguarda il mondo del web la sua seconda versione è stata legata all’introduzione di nuovi concetti e di nuovi modi di interazione tra gli utenti ed il web stesso, facendo in modo che buona parte dei contenuti disponibili online fossero generati dagli stessi utenti, vedi blogs, youtube, flickr, myspace etc… Una nuova versione del golf cosa dovrebbe portare? Ne hanno discusso anche al PGA Show di Orlando.
Il nuovo golf, o meglio il Golf 2.0 come si inizia a chiamare tra gli addetti ai lavori, è il progetto che l’industria del golf sta sviluppando con la finalità di creare nuovi golfisti e soprattutto di fidelizzarne un numero maggiore. Le ultime statistiche infatti danno il gioco del golf come in crisi, soprattutto in paesi golfisticamente importanti come quelli anglosassoni, specialmente gli USA.
Uno dei principali problemi di oggi del golf a livello mondiale sta nella continua diminuzione del numero di giri giocati che è la statistica più importante per valutare la salute del nostro amato sport.
Purtroppo in Italia questa statistica non viene tenuta a livello nazionale, altrimenti i conti su come si sta sviluppando il golf in italia sarebbero ben diversi da quelli riportati dagli organi federali… del resto i circoli si lamentano, i rivenditori di golf si lamentano, i professionisti si lamentano… ma come fa ad essere in espansione il golf in Italia??
Tornando al golf in generale ed al suo status a livello mondiale: è crisi… a parte una nuova corrente di crescita legata ai mercati orientali dove la spinta economica sta creando nuove opportunità anche per il golf.
Tra i vari motivi spiccano senz’altro il clima di recessione e di difficoltà economiche che è diffuso un pò ovunque ma anche motivazioni più prettamente legate al gioco in se.
Giocare a golf richiede tempo, troppo tempo. Ed a volte è anche troppo difficile da imparare, soprattutto in scenari tipo quello italiano dove prima di poter accedere al campo c’è una trafila burocratica molto più lunga che altrove.
Ecco quindi a cosa fa riferimento il Golf 2.0, è la ricerca di risposte a quello che il golfista di oggi chiede, cioè la possibilità di affrontare il gioco del golf con meno impegno sia dal punto di vista tecnico che di tempo necessario alla pratica.
Al recente PGA Show di Orlando Jack Nicklaus ha addirittura chiesto pubblicamente scusa per aver reso il gioco più difficile di quanto fosse in realtà necessario. Ne parla a proposito della sua attività come designer di campi da golf in tutto il mondo e fa effettivamente un certo effetto sentir parlare un mostro sacro del golf giocato e non solo come lui.
Non è la prima volta che nascono correnti di pensiero di questo genere come per esempio quella di voler far giocare con buche dal diametro più grosso, come l’iniziativa del Wide Open Championship, o come quella di giocare con palline differenti a seconda della propria abilità o del campo giocato.
Il problema sta, a mio avviso, nel non snaturare il gioco del golf e di riuscire contemporaneamente ad offrire una maggiore scelta ai golfisti tra modalità in cui usufruire del gioco del golf. In questo senso ritengo positivo il suggerimento dato da Joe Steranka, ceo di PGA Of America, che suggerisce ai campi da golf di rimodulare il proprio percorso al fine di riuscire ad offrire ai golfisti nuovi spazi per la pratica, una scelta maggiore di tee di partenza (a proposito di “Tee It Forward“) ed anche poter giocare mini percorsi di 3/6/9/12 buche per un minore impegno di tempo, problema che anche a mio avviso rimane il principale per la fidelizzazione dei golfisti.
Il compito di un tale sviluppo è molto delicato infatti il golf piace per la sua forte tradizione, vedremo se le proposte nate avranno davvero successo e contribuiranno in modo significativo allo sviluppo del golf ed all’aumento dei suoi praticanti o se invece è proprio e solo il golf tradizionale ad avere successo, con i limiti ed i lati negativi che comunque comporta.
Voi che ne pensate? Quali credete che siano i motivi per cui uno smette di giocare? Oppure quali sono i motivi per cui un vostro amico non golfista non inizia a giocare nonostante le vostre raccomandazioni?
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