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Legni, Ibridi e ferri: come scegliere cosa portare nella propria sacca da golf - 29 aprile 2012

L’offerta di bastoni da golf diventa ogni giorno sempre più ricca e variegata. Ci sono drivers, legni da fairways, ibridi e set di ferri, solo per parlare del gioco lungo, e non sempre è facile capire come comporre la propria sacca: quanti legni portare? Meglio gli ibridi o i ferri lunghi? Ecco alcuni punti di riferimento per scegliere in autonomia.


Prima di operare una scelta è necessario conoscere le caratteristiche fondamentali di ogni bastone e capire per quale scopo siano stati progettati. Ci sono ovviamente alcune differenze tra il bastone di un produttore e quello di un altro, ma in sostanza non cambia l’uso che si dovrebbe fare di un ibrido o di un legno non importa quale sia la marca.

Partendo dal bastone più lungo a disposizione abbiamo:

  • -driver: è il bastone con lo shaft più lungo e quello che viene usato esclusivamente dal tee per ottenere il massimo della distanza.
  • -legni da fairway: servono per gestire i colpi lunghi a metà buca, per esempio nei secondi colpi ai par 5 o nei par 4 lunghi. A volte sono anche utilizzati come colpo dal tee nei par 3 lunghi o nei par 4 molto stretti in alternativa al driver.
  • -ibridi: usati prevalentemente da terra nei colpi medio-lunghi a volte servono anche dal tee ai par 3 o nei par 4 stretti.
  • -set di ferri: per tutti i colpi di media-corta lunghezza, in genere verso il green.

a cui seguono ovviamente i wedge ed il putter, ma di questi mi occuperò magari in un altro articolo.

La scelta di come comporre la propria sacca è ovviamente legata anche a preferenze personali, stile di gioco, swing ed abilità in generale.

Ipotizzando un handicap di gioco medio-alto posso però tranquillamente suggerire di pensare come prima cosa all’altezza di volo della palla. Giocando in Italia e non avendo particolari problemi di controllo del volo di palla nel vento è bene non dimenticare che un tiro alto permette due cose fondamentali:

  • -distanza: molto più spesso di quanto non si pensi il principale problema legato alla scarsa distanza sta in un insufficiente angolo di lancio. Avere un volo di palla alto permette alla palla di stare più tempo in aria, durante il quale può quindi percorrere più strada.
  • -accesso al green dall’alto: un volo di palla alto permette di colpire il green più dall’alto, quindi con maggiore chance di fermare la palla in spazi ristretti, caratteristica ideale per i campi da golf europei tipici con i green spesso ben difesi da ostacoli vari.

Quindi in linea di massima non è necessario ostinarsi nel cercare di giocare legni dal loft troppi basso o ferri lunghi che non permettono un bel volo di palla. Va da se quindi che un legno 3 oggi come oggi non ha più molta importanza, in quanto a facilità non si discosta troppo da un driver e da terra risulta ai più troppo difficile e troppo poco remunerativo. Meglio quindi optare per qualcosa di più inclinato.

Un paio di ibridi dovrebbero essere nella sacca di quasi tutti i golfisti per passare poi ad un ferro 4 o addirittura 5, pensate che oggi come oggi anche i professionisti spesso non portano in sacca il ferro 3, quasi sempre sostituito da un ibrido.

In base a queste considerazioni ecco quindi un paio di esempi di sacche da golf:

Uomo, handicap 20/36, distanza media con il driver (volo + rotolo) 180mt

  • -driver 180mt
  • -legno 4 da fairway per tutti i colpi lunghi dal fairway, lunghezza circa 165mt
  • -ibrido nr 4, dal fairway e in alcuni par 3, serve per i colpi al green, da circa 145mt di volo
  • -ibrido nr 5, come sopra ma con un carry (in gergo vuol dire distanza di volo) di circa 135mt
  • -ferri dal 6 in poi a seguire per coprire le distanze inferiori
  • -è opzionale l’uso del ferro 5, che magari si sovrappone all’ibrido 5 come distanza, o quasi, ma permette un maggior controllo

Donna, handicap 25/36, distanza media con il driver (volo + rotolo) 155mt

  • -driver 155mt
  • -legno 5 da fairway per tutti i colpi lunghi dal fairway, lunghezza circa 135mt
  • -legno 7 da fairway, come sopra ma con lunghezza di circa 120mt, a volte viene anche usato come colpo al green
  • -ibrido nr 4 ed ibrido nr 5 con un carry, rispettivamente, di circa 110mt e 100mt
  • -ferri dal 6 in poi
  • -il ferro 5 non è quasi mai utile o necessario

La differenza tra i due esempi è legata alla diversa velocità di swing e quindi alla facilità con la quale si riesce a far volare in alto la palla. Nel caso della giocatrice donna è bene poi tenere a mente che ci saranno molti più colpi lunghi dal fairway rispetto al “collega ” di sesso maschile.

Da notare come in entrambi gli esempi ci sia posto a sufficienza in sacca per i wedge ed il putter, che sono comunque importantissimi.

Potete anche adattare le vostre scelte in funzione di specifiche necessità relative al gioco su alcuni percorsi, magari per avere il bastone perfetto per il tee shot ad una buca in particolare etc…

Cercate anche di dare il giusto peso alle situazioni, ovvero calcolate quante volte avete bisogno di un certo tipo di colpo e valutate se val la pena spenderci uno slot dei 14 che le Regole del Golf vi mettono a disposizione.

  • Pingback: Legni, Ibridi e ferri: come scegliere cosa portare nella propria sacca da golf | Antonio Burzio

  • stefano.bucci9 maggio 2012 at 09:56

    Leggo ora l’articolo un poco in ritardo e sinceramente non sono molto d’accordo. Chiaro che l’esempio che hai fatto tu si riferisce a giocatori che hanno superato i 50 anni. Io ho 29 anni e 13.8 di hcp ma ancora oggi preferisco ad un ibrido il ferro 3, forse è un poco più difficile, ma è più preciso e sincero. Il drive, da quello che capisco, lo consigli da 10.5 circa. Ok che far partire missili terra terra non serve a nulla. Ma così alto aiuta fino ad un certo punto. La volta che si alza il vento non va avanti (controvento) chiaro che a favore ti aiuta.
    Ricordiamo che un ibrido o un legno sono grandi e se si tira dal raf non sempre aiutano. Anzi, ci si complica la vita. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente. Probabilmente in linea generale hai ragione. Ma i campi e i giocatori sono troppo diversi per poter stilare una lista “giusta” di mazze in sacca.

    Antonio Burzio9 maggio 2012 at 15:19

    @stefano: si sicuramente nelle mie ipotesi era preso in considerazione un giocatore di hcp più alto e probabilmente con caratteristiche fisiche meno atletiche di quelle che puoi mettere in campo tu. Ma per quanto riguarda il ferro 3 rimango della mia idea anche per il tuo livello.. basta pensare che il giovane rickie fowler, e come lui tanti altri, non ce l’ha in sacca. Il driver 10.5 serve quasi sempre e per le rare volte in cui si gioca davvero contro vento, beh meglio solo in quell’occasione essere un pò penalizzati, se non si è in grado di far volare la palla tesa modificando lo swing, e non per tutte le altre volte!

    Poi comunque il ferro dal rough, in generale e se è con poco loft, lo si tira peggio di un legno o ibrido che hanno mediamente più loft dinamico e la suola che aiuta a scivolare via dall’erba, ovviamente a patto che non sia veramente sommersa dall’erba la palla.

    Il tuo commento, molto apprezzato, rischia di rappresentare proprio quello che la mia esperienza di maestro e nel campo dell’attrezzatura sconsigliano.

    Io fossi in te farei qualche prova seria nell’uso di attrezzi con tali caratteristiche, magari guidato da un bravo club fitter, alla peggio torni al tuo setup di sacca!
    Buon Golf!


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